Camera vista muro

Finanza, economia, politica. Informazioni sulle pensioni e gli investimenti.

venerdì 10 aprile 2026

Gli anni del Golpe stupido. Come l'attacco alla casta stia ancora creando danni alle Istituzioni

 

L’Italia è probabilmente l’unico Paese al mondo ad aver rischiato un colpo di Stato dovuto alla sciatteria, ignoranza e superficialità di buona parte di buona parte di una generazione di giornalisti.

Si potrebbe arrivare a pensare che il pericolo sia scampato ma non è così. Il periodo dell’attacco alla casta, il cosiddetto “Golpe stupido”, che ha visto le Istituzioni italiane sotto un martellante attacco di notizie false, gonfiate o inventate ha creato danni a lungo termine che continuano a ferire le nostre Istituzioni ed il nostro Paese.

Sia ben chiaro che io condivido appieno la definizione di Golpe stupido per quegli anni, ritengo del tutto improbabile che non si tratti di un caso da manuale della applicazione del Rasoio di Hanlon nella sua forma estesa che suppergiù recita: “Mai attribuire a malizia ciò che può esser meglio spiegato a mezzo di stupidità o ignoranza”.

Pensare che ci sia stata una regia che abbia coordinato l’attacco dei giornalisti al cuore democratico del Paese è possibile ad una sola condizione, non aver mai parlato con un giornalista. Tra ego ipertrofico, supponenza e profonda ignoranza riuscire a coordinare un gruppo di giornalisti sarebbe impossibile, molto di più ha fatto la pigrizia intellettuale ed una buona dose di voglia di andare a raccattare le briciole dei pezzi che abbiano riscosso un certo successo. (Perdonatemi ma detto così sembra che io consideri i giornalisti italiani una manica di deficienti semianalfabeti cosa che ovviamente NON penso di TUTTI i giornalisti italiani, ma solo di quelli che ho conosciuto molto bene, anzi colgo l’occasione per salutare tutti i giornalisti che stimo, ciao Carlo).

sabato 7 febbraio 2026

Città di vetro di Paul Auster

 Città di Vetro e il 1º romanzo della trilogia di New York di Paul Auster. 

Ma è anche il 3º romanzo di una  (non) trilogia che mi è capitato di avere tra le mani per puro caso. Una trilogia dedicata a persone che abbandonano il mondo circostante, si rifugiano in se stesse si rinchiudono in una dimensione a dir poco particolare.



Questa (non) trilogia è composta da

Città di vetro di Paul Auster

L'uomo che amava le isole di DH Lawrence

L'uomo che guardava i treni di Georges Simenon.

In Città di vetro l'annientarsi è legato ed innescato...

venerdì 30 gennaio 2026

La ferrovia sotterranea di Colson Whitehead

 La ferrovia sotterranea era quella rete di abolizionisti e collaboratori che negli Stati Uniti, negli anni in cui ancora vigeva la schiavitù, aiutavano nel corso della loro corsa verso nord e verso la libertà gli schiavi in fuga dalle atroci condizioni di vita del Sud.

Il racconto ucronico descrive la fuga di Cora attraverso una "ferrovia" che l'autore immagina come una reale ferrovia sotterranea.


martedì 20 gennaio 2026

Fuga da Montecitorio. Quando vogliamo cominciare a parlarne?

 Ho letto con un certo interesse un articolo de Il Foglio di oggi.

Il pezzo a firma di Merlo prendeva spunto dalla storia del Corvo per descrivere Montecitorio come una sorta di gabbia dorata, una gabbia con le porte ben chiuse da cui però gli uccellini neoassunti fuggono in massa, cosa che Merlo non si spiega.

Mi spiego meglio, un iscritto all'Albo dei giornalisti prendendo spunto dall'episodio della scorsa estate conclusosi con una punizione, che l'autore de Il Foglio giudica troppo leggera, si lancia in una avventurosa descrizione di Montecitorio che descrive come un luogo molto, anche troppo, accogliente. Un "eden burocratico". Insomma niente di nuovo sul fronte occidentale.

Poi però Merlo si fa un clamoroso autogoal e confessa di non spiegarsi perchè tanti vincitori di concorsi si dimettono o rifiutano l'assunzione., Ma dico io benedetto iscritto all'Albo dei giornalisti se descrivi un paradiso burocratico poi devi tacere sulla fuga che sta avvenendo tra i dipendenti della Camera dei deputati  è un argomento che va evidentemente saltato, non deve esistere. Anche perché lo stucchevole tentativo reducerista diventa davvero stucchevole.

La frase incriminata è: "E infatti non capiamo come sia possibile che qualcuno, tra i neoassunti, negli ultimi anni, abbia deciso e pensato di potersi dimettere e abbandonare un luogo così speciale"

I "qualcuno" che si sono dimessi o hanno rifiutato l'assunzione pare che nel corso del 2026 supereranno le cento unità.

Cento unità su poco più di mille dipendenti in servizio.

Per favore definisci "qualcuno". 

giovedì 15 gennaio 2026

Perchè Montecitorio non riesce ad assumere? Breve storia di un costoso risparmio (Volume I)

Negli ultimi anni per la Camera dei deputati sta diventando sempre più difficile assumere personale e ancor più difficile si sta dimostrando riuscire a trattenere i vincitori dei concorsi in servizio. Da una parte in molti i casi il numero dei partecipanti risultati idonei è stato inferiore al numero dei posti messi a concorso e dall'altra parte la percentuale di vincitori dei concorsi che accetta di restare in servizio si è notevolmente abbassata arrivando ben al di sotto del 50 per cento (ad es. concorso per Assistenti, 76 idonei di cui ne restano ad oggi in servizio meno di una trentina). In conseguenza di questa difficoltà vedere concorsi per la medesima figura professionale banditi a distanza di pochi mesi dalla assunzione dei vincitori del precedente concorso è diventata ormai la nuova normalità a Montecitorio. Una normalità che però sembra insostenibile nel medio e lungo periodo, cerchiamo quindi di capire come siamo arrivati a questo punto, che effetti sta causando questa situazione e che soluzioni potenziali si potrebbero proporre per uscire da questa empasse.


Perchè il lavoro alla Camera non attira più?

Su questa domanda ho avuto modo di avere lunghi colloqui con solo una parte delle persone con cui avrei voluto confrontarmi. Ho avuto modo infatti di confrontarmi in massima parte con quelle persone che hanno comunque accettato di venire a lavorare alla Camera seppur per un breve periodo, sono quindi in qualche modo influenzato da un survivor bias che cercherò di limitare al massimo.

Ciò premesso i problemi che sollevano i neoassunti sono sostanzialmente i seguenti quattro:

lunedì 5 gennaio 2026

Un esempio di notizia inventata su Montecitorio. Ilaria Proietti e Il Fatto Quotidiano, Giulio De Santis e il Corriere della Sera

 Come noto alle persone con cui mi relaziono sovente è mia opinione che uno dei motivi principali della crisi democratica che sta vivendo il nostro Paese e del disamore degli elettori nei confronti degli eletti e delle elezioni, con percentuali di astensione dal voto ormai ben oltre la soglia di allarme sia la sciatteria o l'incompetenza o la superficialità con cui la stampa nazionale parla del nostro Parlamento. Ricordo sempre che la stampa italiana è riuscita financo a convincere gli elettori che la Camera dei deputati, che costava circa la metà della House of Commons, costasse invece il doppio, un'impresa meritoria per chiunque avesse come obiettivo la riduzione della rappresentanza democratica.

Stavolta voglio però portare un esempio specifico e ben recente di una fattispecie differente. 

La notizia completamente inventata.

Il due gennaio 2026 su uno dei giornali più autorevoli e affidabili del nostro Paese, un faro nella notte dell'informazione, una testata affidabile e notissima per la sua imparzialità. Vabbè dai sul Fatto Quotidiano il 2 gennaio è uscito un articolo a firma Ilaria Proietti, che immagino sia una persona iscritta all'Albo dei giornalisti, che riportava nel titolo una invenzione anzichè una notizia.


domenica 4 gennaio 2026

I costi della Camera dei deputati e l'idiozia degli italiani

 Come noto a tutti coloro si siano approcciati alla questione dei costi della Camera dei deputati con un minimo di intelligenza, onestà e preparazione la nostra Camera bassa costava prima del taglio del numero dei deputati e continua a costare pochissimo rispetto alle Camere basse di nazioni simili alle nostre, ad esempio Montecitorio costa circa la metà della House of Commons.

Il discorso è stato fatto mille volte, la Camera ha i suoi costi quasi esclusivamente sul suo bilancio, la HoC distribuisce i suoi costi tra una mezza dozzina di bilanci, basta avere l'intelligenza, l'onestà e la preparazione per effettuare una ardita operazione matematica (addizione, si chiama addizione) per trovarsi questo risultato.