L’Italia è probabilmente l’unico Paese al mondo ad aver
rischiato un colpo di Stato dovuto alla sciatteria, ignoranza e superficialità
di buona parte di buona parte di una generazione di giornalisti.
Si potrebbe arrivare a pensare che il pericolo sia scampato
ma non è così. Il periodo dell’attacco alla casta, il cosiddetto “Golpe stupido”,
che ha visto le Istituzioni italiane sotto un martellante attacco di notizie
false, gonfiate o inventate ha creato danni a lungo termine che continuano a
ferire le nostre Istituzioni ed il nostro Paese.
Sia ben chiaro che io condivido appieno la definizione di Golpe
stupido per quegli anni, ritengo del tutto improbabile che non si tratti di un
caso da manuale della applicazione del Rasoio di Hanlon nella sua forma estesa che
suppergiù recita: “Mai attribuire a malizia ciò che può esser meglio spiegato a
mezzo di stupidità o ignoranza”.
Pensare che ci sia stata una regia che abbia coordinato l’attacco
dei giornalisti al cuore democratico del Paese è possibile ad una sola
condizione, non aver mai parlato con un giornalista. Tra ego ipertrofico,
supponenza e profonda ignoranza riuscire a coordinare un gruppo di giornalisti
sarebbe impossibile, molto di più ha fatto la pigrizia intellettuale ed una
buona dose di voglia di andare a raccattare le briciole dei pezzi che abbiano
riscosso un certo successo. (Perdonatemi ma detto così sembra che io consideri
i giornalisti italiani una manica di deficienti semianalfabeti cosa che
ovviamente NON penso di TUTTI i giornalisti italiani, ma solo di quelli che ho
conosciuto molto bene, anzi colgo l’occasione per salutare tutti i giornalisti
che stimo, ciao Carlo).

