Finanza, economia, politica. Informazioni sulle pensioni e gli investimenti.

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giovedì 1 dicembre 2016

La Grecia? Forse oggi sta messa molto meglio dell’Italia

Provando a confrontare qualche dato economico relativo all’Italia e alla Grecia emerge un quadro decisamente interessante. Dal lato ellenico si vede un Paese che ha vissuto un periodo durissimo ma che potrebbe, effettivamente, aver già superato i tempi più difficili e che vede diversi segnali di ripresa mentre dal lato italiano questi segnali di ripresa sono decisamente meno consistenti ed anzi emergono dei segnali di fragilità che potrebbero essere stati sottovalutati.

venerdì 6 marzo 2015

Le ideologie nascoste dietro alle scelte politiche

E’ evidente che l’azione normativa, la produzione delle leggi, tende a favorire, direttamente o indirettamente, determinati gruppi sociali a scapito di altri. Un Parlamento che decida di aumentare le entrate in una certa misura farà una precisa scelta ideologica che porterà a reperire questi fondi in una determinata maniera. E’ infatti evidente che per i cittadini non sarà indifferente la modalità scelta dallo Stato per incassare, se alzerà le imposte sui redditi più elevati colpirà solo quei cittadini che sono titolari di quei redditi, se aumenterà le imposte sul patrimonio diverso dalla prima abitazione colpirà solo chi è titolare di più immobili e se alzerà l’aliquota impositiva dei redditi più bassi prenderà soldi da tutti colpendo in particolare i redditi meno elevati, e più numerosi.
Anche le scelte dello Stato in materia di spesa pubblica non sono praticamente mai prive di una connotazione ideologica, ad esempio porre una parte delle spese del trasporto urbano a carico della fiscalità generale avrà una funzione redistributiva del reddito ponendo a carico di chi possiede un reddito elevato, ed una elevata tassazione, una quota del trasporto urbano indipendentemente dall’effettivo utilizzo e favorendo così il titolare di un reddito basso che potrà utilizzare i bus e le linee metro pagando solo una parte del costo effettivo.
Ma non è sempre facilissimo comprendere appieno quali sono i risvolti più squisitamente ideologici delle norme adottate soprattutto se le norme vengono ignorate dai cittadini, a cominciare proprio da coloro i quali vengono danneggiati dal contenuto ideologico insito nelle norme stesse e preferito dal legislatore.

La norma che favorisce i rentier a scapito degli affittuari
Una norma piuttosto singolare è, ad esempio, contenuta nel cosiddetto “Sblocca Italia”, il Decreto n.133/2014 convertito in legge, la n.164/2014.
In estrema sintesi con questa norma viene istituita una agevolazione fiscale piuttosto consistente a favore di chi acquista un appartamento allo scopo di affittarlo, in particolare il soggetto privato che acquisti un appartamento che rientri come certificazione energetica nelle classi A o B da un’impresa che lo ha costruito o ristrutturato potrà godere di una deduzione dal reddito pari al 20% del prezzo pagato per l’acquisto risultante dall’atto di compravendita o delle spese di costruzione, con un limite di 300 mila euro a patto che l’immobile sia fittato a canone concordato o convenzionato per 8 anni.

Perché questa norma?

venerdì 9 agosto 2013

Detroit fallisce, salva le banche ma non i pensionati. Un precedente che farà scuola?

Dopo la richiesta di ammissione alle procedure fallimentari presentata lo scorso 18 luglio la città di Detroit è diventata la più grande città statunitense a dichiarare bancarotta. Il problema del fallimento di una città così grande potrebbe però essere non nei numeri e nella sofferenza che assicurerà oggi ai propri creditori, a cominciare dai pensionati, ma nella malsana lezione che impartisce che le banche sono più preziose dei pensionati. Detroit potrebbe infatti trovarsi nella situazione di dover tagliare  i propri debiti nei confronti di debitori contrattuali meno garantiti rispetto alle banche, ovvero tagliare le pensioni in essere per ripagare le banche.

martedì 6 marzo 2012

Dalla Grecia si sente tic tac. Una sveglia o una bomba??

Scade domani il termine per comunicare alla propria banca quanto si è deciso in merito all'offerta da parte del Governo di Atene per lo swap sulle vecchie obbligazioni greche.
Chi ha nel proprio portafoglio titoli obbligazioni emesse dalla Grecia deve quindi, entro poche ore, decidere in merito all'offerta di scambio con i titoli di nuova emissione. La proposta prevede lo scambio di obbligazioni e modifiche dei regolamenti dei titoli.

giovedì 20 ottobre 2011

Tarda l’accordo franco-tedesco. Eurozona ancora in difficoltà

In un momento dominato dall’incertezza ed il futuro della Grecia appeso ad un filo si chiude con un nulla di fatto un altro giorno di trattativa tra Parigi e Berlino.

martedì 18 ottobre 2011

Crisi. Moody’a mette nel mirino la Francia

Il problema in Europa era e resta il contagio, ovvero la possibilità che la caduta di un paese trascini all’inferno tutti i suoi partner, forti e meno forti. A cominciare dall’Italia e via via fino alla Francia, seconda maggiore economia dell'unione valutaria.
Questa la riflessione che spinge Moody’s ad annunciare, nella tarda serata di ieri, che nei mesi a venire terrà sotto esame le prospettive stabili che continua ad assegnare al rating del paese.
Il rating dei cugini d’oltralpe non è, al momento, in discussione e resta fermo sul gradino più alto, la prestigiosa tripla A, ma al termine di questa fase di osservazione si potrebbe arrivare anche ad un declassamento del rating. Ipotesi che da settimane ha giustamente creato apprensione tra le autorità transalpine soprattutto per i risvolti in termini di maggior costo del debito derivante da un peggioramento del rating.
E’ bastato infatti questo annuncio per innescare reazioni immediate sui mercati dei titoli di Stato, facendo allargare il differenziale (spread) di rendimento tra quelli della Francia e quelli della Germania. Lo spread tra i titoli decennali francesi e tedeschi ha infatti  sfondato i 100 punti base, o 1 punto percentuale per la prima volta.  L’incremento dello spread è dovuto principalmente ad una nuova ondata di acquisti sui bond della Germania, che ne ha schiacciato i rendimenti portandoli, per la scadenza decennale a poco più del 2 per cento, mentre i titoli con pari scadenza francese rendono circa il 3,10 per cento.
Suona di nuovo l’allarme sui titoli italiani con uno spread che arriva di nuovo oltre i 380 punti base ed un rendimento che sfiora il 6 per cento.
Per un confronto lo spread del Belgio viaggia a 245 punti e quello della Spagna del dimissionario Zapatero, a 332 punti base


Amerigo Rivieccio

martedì 11 ottobre 2011

Trichet e la Slovacchia. E’ ancora allarme

Dal presidente uscente della Banca Centrale Europea, poltrona che sarà presto occupata da Mario Draghi, è arrivato oggi un duro monito.
Jean Claude Trichet, intervenendo al Parlamento Europeo, ha infatti affermato di ritenere che ormai la crisi sia di sistema e debba essere affrontata in maniera determinata.