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lunedì 24 settembre 2018

Di Casta, di élite, di Rizzo e di fandonie


Qualche giorno fa Sergio Rizzo ha pubblicato un lungo e puntiglioso articolo in cui stigmatizzava il fatto che ormai in molti Paesi sviluppati sia in atto un totale rigetto nei confronti delle “élite intelletualoidi” che vengono ormai viste come nemico da abbattere, l’incarnazione di un concetto che ha fatto felice sia Rizzo che il suo compagno di merende, Stella: la Casta.
Sembrerebbe emergere quasi un pentimento da parte del nostro autore preferito di fantacontabilità, una presa di coscienza del fatto che potrebbe essere stato un tantinello esagerato portare avanti per oltre un decennio una campagna di annichilimento nei confronti della Pubblica Amministrazione del Belpaese; un decennio che ha portato certamente notevoli incassi al dinamico duo Rizzo e Stella in termini di diritto d’autore ma che ha avuto anche effetti collaterali di cui Rizzo comincia, evidentemente, ad accorgersi.

venerdì 23 marzo 2018

Perché chi chiama ‘commessi’ gli assistenti parlamentari tendenzialmente è un idiota


Ancor prima di cominciare capiamoci, io non sono d’accordo con quanto pensano molti miei colleghi sul punto. Colleghi che aderiscono ad una visione radicalista della questione e sono decisamente maligni nei loro giudizi. Io sono  fortunato, sono circondato da persone in grado di intendere e di volere e ritengo che in Italia ci siano ancora molte persone che posseggono queste straordinarie capacità.
Ma vediamo insieme il pensiero di tanti prima di illustrare il mio punto di vista buonista.

1° Gruppo. Se chiami ‘commessi’ gli assistenti parlamentari sei un idiota, senza se e senza ma.
E’ un fatto arcinoto che gli Assistenti parlamentari svolgono funzioni di pubblica sicurezza all’interno dei palazzi e di vigilanza all’accesso. Chi frequenta un minimo le sedi istituzionali non può non accorgersi che se va in un Ministero verrà verificato dalla polizia competente, ad esempio al Ministero della Giustizia dalla Penitenziaria, e se viene alla Camera dagli assistenti parlamentari in divisa. Non si può non farci caso e quindi chi li definisce ‘commessi’ è certamente un idiota, uno che si aggira per il mondo senza comprendere minimamente ciò che lo circonda.
Definire questa posizione oltranzista mi sembra riduttivo.

martedì 3 maggio 2016

Busta arancione? I dipendenti della Camera l’hanno avuta, dal sindacato, 10 anni fa

Ai dipendenti della Camera dei deputati la busta arancione è stata consegnata a dicembre 2007. In realtà non era arancione e nella busta c’era una lettera indirizzata all’Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati. A consegnarla però non è stato l’ente di previdenza ma il sindacato OSA che durante una delle numerose riforme previdenziali che si sono succedute nel Paese si prese la briga di mettersi a far di conto e stimò il rapporto di copertura, ovvero il rapporto tra la prima pensione e l’ultimo stipendio, dei dipendenti della Camera dei deputati.
Quei dati ora sono superati, al ribasso, dal fatto che l’attuale sistema previdenziale, basato sulla Riforma Fornero che come noto è applicata anche ai dipendenti del Parlamento, ha previsto ulteriori tagli derivanti soprattutto dalle modifiche alle tabelle di conversione, quelle tabelle che prevedono la conversione del montante contributivo individuale in pensione.
Ma già all’epoca la ‘busta arancione’ dei dipendenti della Camera fece un certo scalpore.

venerdì 18 marzo 2016

Camera dei deputati. Si discute di abolizione del diritto di sciopero

Camera dei deputati. Si discute di abolizione del diritto di sciopero

Nel tempo libero, quasi distrattamente, alla Camera dei deputati si sta discutendo dell’abolizione del diritto di sciopero o, per essere più precisi, del totale svuotamento del diritto, nella trasformazione dello sciopero in un atto formale cui è fatto divieto di impattare sulla produzione o, nientedimeno, sul prestigio del datore di lavoro.
Allo stato attuale l’abolizione non verrebbe applicata a tutti i lavoratori italiani, ma a sentire le dichiarazioni di molti politici che vorrebbero rendere quanto più vicini possibili il trattamento dei lavoratori oggetto della riforma e tutti i lavoratori italiani, potrebbe passare davvero poco tempo prima di un allargamento di tale singolarissima normazione a tutti i cittadini italiani.


A chi è rivolto (per adesso)