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domenica 3 maggio 2026

Il golpe stupido. L'attacco alla Casta e l'estinzione della Polizia parlamentare

Come a tutti noto la totale inettitudine, ignoranza e sciatteria di una parte degli iscritti all'Albo dei giornalisti aveva portato alla celebre campagna sui costi della Camera dei deputati e alla diffusione di notizie clamorosamente false sul conto della più rappresentativa Istituzione democratica del nostro Paese, quello che è stato definito il "golpe stupido". Sul punto l'esempio più valido resta sempre il confronto tra i costi della Camera dei deputati e della britannica House of Commons dove si è arrivati a ribaltare completamente la realtà e partendo dal dato reale per cui la HoC costava circa il doppio della Camera si è arrivati ad affermare l'esatto contrario.

Bene, si fa per dire, adesso il golpe stupido sta cominciando a raccogliere i suoi frutti.

Come noto il lavoro alle dipendenze della Camera dei deputati prevedeva un buono stipendio e pressoché nessun benefit a fronte di un grosso impegno qualiquantitativo da parte del dipendente. Il golpe stupido ha portato al risultato di ridurre lo stipendio ai dipendenti, in particolare a quelli di nuova assunzione.

Gli effetti devastanti della riduzione di quello che era il principale punto di attrattività del lavoro a Montecitorio è che l'Amministrazione, cui riconosco la buona volontà espressa dal bandire concorsi a nastro, non riesce più a trattenere il personale in servizio ed è quindi destinata al declino se non all'estinzione nella sua forma attuale.

Una delle categorie più sottoposte alla gogna mediatica e, oserei dire per ovvia conseguenza, la categoria che è più vicina all'implosione è certamente quella della Polizia parlamentare con numeri sempre più risicati ed in costante ulteriore calo.

E' forse il caso di fare un piccolo recap di cosa è successo con questi dipendenti della Camera cominciando dal finire dello scorso millennio e dal sospettato tracollo del QI di alcuni giornalisti italiani.

E' infatti sul finire dello scorso millennio che gli agenti del corpo di Polizia parlamentare cambiano nome, abbandonando quello che era il loro nome storico di "Commessi parlamentari" per assumere quello corrente di "Assistente parlamentari", uno dei motivi del cambio di definizione di questa figura fu il tentativo di rendere più chiaro ed evidente il contenuto funzionale senza però ricorrere a denominazioni che facessero pensare ad una eccessiva "militarizzazione" di Montecitorio. Sostanzialmente era per qualche motivo aumentata la difficoltà nella comprensione dei contenuti di una professione o di una funzione in realtà molto trasparente.

Devo però smentire quanto alcuni colleghi mi hanno detto, infatti non risulta che sia mai stato detto che bisognava cambiare nome perchè "i giornalisti sono diventati troppo stupidi per comprendere la differenza tra denominazione e funzione".

Nonostante il cambio di denominazione e la totale evidenza delle funzioni la nuova denominazione non è riuscita però ad attecchire nel grande pubblico ed improvvisamente ci si è trovati di fronte a persone che credevano e credono, seriamente, che a Montecitorio esistessero ed esistano persone aventi i compiti di un "commesso" come quello di un Ministero o di un negozio di abbigliamento di seconda scelta.

Ad oggi potremmo dividere l'universalità di coloro che parlano di "commessi" a Montecitorio in tre gruppi:

- gli ignoranti, ovvero coloro che, semplicemente, ignorano completamente la questione, ma attenzione questa definizione non contiene alcun giudizio di valore dell'individuo ma è relativa semplicemente al totale disinteresse per questa particolare misura. Gli ignoranti in questo specifico ambito lo sono perchè, semplicemente, ignorano gli Assistenti parlamentari, cosa ovviamente del tutto legittima e pienamente condivisibile;

- gli imbecilli, ovvero quelli che pensano di sapere, si sono informati, hanno visto, hanno letto, però figlio mio se non sei stato in grado di capire una cosa così elementare sei evidentemente imbecille;

- Il terzo gruppo è quello più pericoloso perchè è composto da persone che sanno perfettamente che i commessi alla Camera proprio non esistono ma preferiscono adottare un linguaggio offensivo sapendo di offendere e volendo offendere sia i lavoratori che l'Istituzione da essi rappresentata. Questo gruppo possiamo definirlo, citando umilmente ed impropriamente Fantozzi, quelle delle "merdacce".

La domanda che dovremmo porci è forse relativa a quale sia stato il motore iniziale della campagna denigratoria scatenata ai danni degli agenti di Polizia parlamentare.

Se gli ignoranti giustamente e legittimamente ignorano le funzioni degli Assistenti parlamentari chi è stato a lanciare la campagna denigratoria?

Un gruppo di imbecilli o un gruppo di merdacce?

Domanda invero inquietante



venerdì 10 aprile 2026

Gli anni del Golpe stupido. Come l'attacco alla casta stia ancora creando danni alle Istituzioni

 

L’Italia è probabilmente l’unico Paese al mondo ad aver rischiato un colpo di Stato dovuto alla sciatteria, ignoranza e superficialità di buona parte di buona parte di una generazione di giornalisti.

Si potrebbe arrivare a pensare che il pericolo sia scampato ma non è così. Il periodo dell’attacco alla casta, il cosiddetto “Golpe stupido”, che ha visto le Istituzioni italiane sotto un martellante attacco di notizie false, gonfiate o inventate ha creato danni a lungo termine che continuano a ferire le nostre Istituzioni ed il nostro Paese.

Sia ben chiaro che io condivido appieno la definizione di Golpe stupido per quegli anni, ritengo del tutto improbabile che non si tratti di un caso da manuale della applicazione del Rasoio di Hanlon nella sua forma estesa che suppergiù recita: “Mai attribuire a malizia ciò che può esser meglio spiegato a mezzo di stupidità o ignoranza”.

Pensare che ci sia stata una regia che abbia coordinato l’attacco dei giornalisti al cuore democratico del Paese è possibile ad una sola condizione, non aver mai parlato con un giornalista. Tra ego ipertrofico, supponenza e profonda ignoranza riuscire a coordinare un gruppo di giornalisti sarebbe impossibile, molto di più ha fatto la pigrizia intellettuale ed una buona dose di voglia di andare a raccattare le briciole dei pezzi che abbiano riscosso un certo successo. (Perdonatemi ma detto così sembra che io consideri i giornalisti italiani una manica di deficienti semianalfabeti cosa che ovviamente NON penso di TUTTI i giornalisti italiani, ma solo di quelli che ho conosciuto molto bene, anzi colgo l’occasione per salutare tutti i giornalisti che stimo, ciao Carlo).

sabato 7 febbraio 2026

Città di vetro di Paul Auster

 Città di Vetro e il 1º romanzo della trilogia di New York di Paul Auster. 

Ma è anche il 3º romanzo di una  (non) trilogia che mi è capitato di avere tra le mani per puro caso. Una trilogia dedicata a persone che abbandonano il mondo circostante, si rifugiano in se stesse si rinchiudono in una dimensione a dir poco particolare.



Questa (non) trilogia è composta da

Città di vetro di Paul Auster

L'uomo che amava le isole di DH Lawrence

L'uomo che guardava i treni di Georges Simenon.

In Città di vetro l'annientarsi è legato ed innescato...

venerdì 30 gennaio 2026

La ferrovia sotterranea di Colson Whitehead

 La ferrovia sotterranea era quella rete di abolizionisti e collaboratori che negli Stati Uniti, negli anni in cui ancora vigeva la schiavitù, aiutavano nel corso della loro corsa verso nord e verso la libertà gli schiavi in fuga dalle atroci condizioni di vita del Sud.

Il racconto ucronico descrive la fuga di Cora attraverso una "ferrovia" che l'autore immagina come una reale ferrovia sotterranea.


martedì 20 gennaio 2026

Fuga da Montecitorio. Quando vogliamo cominciare a parlarne?

 Ho letto con un certo interesse un articolo de Il Foglio di oggi.

Il pezzo a firma di Merlo prendeva spunto dalla storia del Corvo per descrivere Montecitorio come una sorta di gabbia dorata, una gabbia con le porte ben chiuse da cui però gli uccellini neoassunti fuggono in massa, cosa che Merlo non si spiega.

Mi spiego meglio, un iscritto all'Albo dei giornalisti prendendo spunto dall'episodio della scorsa estate conclusosi con una punizione, che l'autore de Il Foglio giudica troppo leggera, si lancia in una avventurosa descrizione di Montecitorio che descrive come un luogo molto, anche troppo, accogliente. Un "eden burocratico". Insomma niente di nuovo sul fronte occidentale.

Poi però Merlo si fa un clamoroso autogoal e confessa di non spiegarsi perchè tanti vincitori di concorsi si dimettono o rifiutano l'assunzione., Ma dico io benedetto iscritto all'Albo dei giornalisti se descrivi un paradiso burocratico poi devi tacere sulla fuga che sta avvenendo tra i dipendenti della Camera dei deputati  è un argomento che va evidentemente saltato, non deve esistere. Anche perché lo stucchevole tentativo reducerista diventa davvero stucchevole.

La frase incriminata è: "E infatti non capiamo come sia possibile che qualcuno, tra i neoassunti, negli ultimi anni, abbia deciso e pensato di potersi dimettere e abbandonare un luogo così speciale"

I "qualcuno" che si sono dimessi o hanno rifiutato l'assunzione pare che nel corso del 2026 supereranno le cento unità.

Cento unità su poco più di mille dipendenti in servizio.

Per favore definisci "qualcuno". 

giovedì 15 gennaio 2026

Perchè Montecitorio non riesce ad assumere? Breve storia di un costoso risparmio (Volume I)

Negli ultimi anni per la Camera dei deputati sta diventando sempre più difficile assumere personale e ancor più difficile si sta dimostrando riuscire a trattenere i vincitori dei concorsi in servizio. Da una parte in molti i casi il numero dei partecipanti risultati idonei è stato inferiore al numero dei posti messi a concorso e dall'altra parte la percentuale di vincitori dei concorsi che accetta di restare in servizio si è notevolmente abbassata arrivando ben al di sotto del 50 per cento (ad es. concorso per Assistenti, 76 idonei di cui ne restano ad oggi in servizio meno di una trentina). In conseguenza di questa difficoltà vedere concorsi per la medesima figura professionale banditi a distanza di pochi mesi dalla assunzione dei vincitori del precedente concorso è diventata ormai la nuova normalità a Montecitorio. Una normalità che però sembra insostenibile nel medio e lungo periodo, cerchiamo quindi di capire come siamo arrivati a questo punto, che effetti sta causando questa situazione e che soluzioni potenziali si potrebbero proporre per uscire da questa empasse.


Perchè il lavoro alla Camera non attira più?

Su questa domanda ho avuto modo di avere lunghi colloqui con solo una parte delle persone con cui avrei voluto confrontarmi. Ho avuto modo infatti di confrontarmi in massima parte con quelle persone che hanno comunque accettato di venire a lavorare alla Camera seppur per un breve periodo, sono quindi in qualche modo influenzato da un survivor bias che cercherò di limitare al massimo.

Ciò premesso i problemi che sollevano i neoassunti sono sostanzialmente i seguenti quattro:

lunedì 5 gennaio 2026

Un esempio di notizia inventata su Montecitorio. Ilaria Proietti e Il Fatto Quotidiano, Giulio De Santis e il Corriere della Sera

 Come noto alle persone con cui mi relaziono sovente è mia opinione che uno dei motivi principali della crisi democratica che sta vivendo il nostro Paese e del disamore degli elettori nei confronti degli eletti e delle elezioni, con percentuali di astensione dal voto ormai ben oltre la soglia di allarme sia la sciatteria o l'incompetenza o la superficialità con cui la stampa nazionale parla del nostro Parlamento. Ricordo sempre che la stampa italiana è riuscita financo a convincere gli elettori che la Camera dei deputati, che costava circa la metà della House of Commons, costasse invece il doppio, un'impresa meritoria per chiunque avesse come obiettivo la riduzione della rappresentanza democratica.

Stavolta voglio però portare un esempio specifico e ben recente di una fattispecie differente. 

La notizia completamente inventata.

Il due gennaio 2026 su uno dei giornali più autorevoli e affidabili del nostro Paese, un faro nella notte dell'informazione, una testata affidabile e notissima per la sua imparzialità. Vabbè dai sul Fatto Quotidiano il 2 gennaio è uscito un articolo a firma Ilaria Proietti, che immagino sia una persona iscritta all'Albo dei giornalisti, che riportava nel titolo una invenzione anzichè una notizia.


domenica 4 gennaio 2026

I costi della Camera dei deputati e l'idiozia degli italiani

 Come noto a tutti coloro si siano approcciati alla questione dei costi della Camera dei deputati con un minimo di intelligenza, onestà e preparazione la nostra Camera bassa costava prima del taglio del numero dei deputati e continua a costare pochissimo rispetto alle Camere basse di nazioni simili alle nostre, ad esempio Montecitorio costa circa la metà della House of Commons.

Il discorso è stato fatto mille volte, la Camera ha i suoi costi quasi esclusivamente sul suo bilancio, la HoC distribuisce i suoi costi tra una mezza dozzina di bilanci, basta avere l'intelligenza, l'onestà e la preparazione per effettuare una ardita operazione matematica (addizione, si chiama addizione) per trovarsi questo risultato.


domenica 16 novembre 2025

Limonov di Emmanuel Carrère. Un bel libro ma un Carrère troppo invadente

 Limonov è davvero un bel libro.

La storia vera di questo poeta, guerriero, povero emigrante, donnaiolo, gigolo, politico, rivoluzionario russo è davvero godibile.

Una biografia che accompagna l'URSS ed il protagonista nelle rispettive cadute e peripezie.

Carrère scrive benissimo e questo si sapeva ma il suo ego si impone quasi da coprotagonista del libro, nel raccontare la vita di un personaggio fantastico, dalle mille sfaccettature e dalle mille vite, una galoppata romanzesca a cavallo del secondo e terzo millennio, onestamente di sapere che tu Carrère ti trombavi la più carina del liceo o che hai preso una fregatura cercando di mettere in piedi un commercio durante il periodo di servizio civile non rientra, neanche un po', nei miei interessi.

Libro ben scritto, storia bellissima ma Carrère assolutamente invadente





venerdì 24 ottobre 2025

La grande menzogna sui costi della Camera e la fuga dei dipendenti

 Già all'epoca in cui era in gran voga la lotta alla politica trovare un iscritto all'ordine dei giornalisti abbastanza inetto, marcio o ingenuo da credere che la Camera dei Deputati costasse ai contribuenti più della House of Commons era una impresa improba, oggi riuscire a trovare un iscritto all'ordine dei giornalisti in grado di affermare questa sonora sciocchezza è diventato quasi impossibile. 

Sono però soravvissuti gli effetti di quell'assurdo momento. Da una parte la riduzione del numero dei parlamentari, stelta inutile perché era ben noto che avrebbe portato risparmi irrisori. D'altra parte la riduzione degli stipendi a fine carriera per i dipendenti di Montecitorio, scelta assolutamente dannosa.

Oggi appare evidente che abbassare gli stipendi a fine carriera ai dipendenti sta comportando grossi problemi all'Istituzione e nessun vantaggio. 

I reclutamenti di personale sono del tutto insufficienti non per numero di persone che vengono chiamate in servizio ma per il numero ormai abnorme di dimissioni e rinunce che comincia ormai a mettere in forse la tenuta a medio termine della Camera.

E tutto questo perché qualche fesacchiotto ha davvero creduto che la House of Commons costasse meno della Camera dei deputati. 

Lo ricordo a beneficio di quanti sono incuriositi dal dato, la Camera prima del taglio degli stipendi ai dipendenti e del numero di parlamentari costava circa la metà della House of Commons. 

Dopo anche.

martedì 29 aprile 2025

La guida all'uso dei dazi. Cercare di comprendere cosa sta avvenendo con Trump

 A novembre scorso l'attuale capo del Counsil of Economic Advisers, il ristretto gabinetto di economisti che consiglia il Presidente Trump sulle questioni economiche, ha pubblicato un interessante paper.

Stephen Miran era uno sconosciuto ma leggere oggi quella sua opera credo che sia un obbligo.

A user's guide to restructuring the global trading system, questo il titolo dell'opera, ci spiega cosa c'è che non va negli USA oggi, ed effettivamente sembra essere la classe dirigente e ancor più l'elettorato che va loro dietro.

A cominciare sull'affidamento che viene dato alla capacità attuale di offesa militare di cui sono capaci gli USA oggi. Sia chiaro, il maggior potere militare è oggi più che mai nella mani degli USA ma davvero si potrebbe ipotizzare un uso aggressivo e deliberato della forza contro il Canada, il Messico ola Groenlandia e quindi l'Europa?

E infatti il potere militare viene illustrato come potere di difesa, come ombrello che oggi è a carico dei contribuenti americani e che dovrebbe invece essere messo a carico dei contribuenti del resto del mondo.

In sintesi il boss ci dice che lui si occupa della nostra difesa perchè è il più forte del mondo e nessuno osa attaccarlo e noi gli paghiamo un mensile, chiamiamolo ad esempio pizzo.

Ovviamente il fatto che gli USA garantiscano la sicurezza ha come corollario che il dollaro USA viene usato come valuta di riserva. Nessuno lo mette in dubbio, come nessuno mette in dubbio il fatto che il fatto che il dollaro sia valuta di riserva ne comporta un apprezzamento eccessivo. Il dollaro insomma vale troppo e ciò rende difficile le esportazioni della grande madre USA. Attenzione però, se state pensando che la soluzione semplice ed ovvia sia quella di passare ad utilizzare un'altra valuta come riserva sappiate che il nostro Miran ci ricorda che 

"Despite the dollar’s role in weighing heavily on the U.S. manufacturing sector, President Trump has emphasized the value he places on its status as the global reserve currency, and threatened to punish countries that move away from the dollar. I expect this tension to be resolved by policies that aim to preserve the status of the dollar, but improve burden sharing with our trading partners. International trade policy will attempt to recapture some of the benefit our reserve provision conveys to trading partners and connect this economic burden sharing with defense burden sharing. Although the Triffin effects have weighed on the manufacturing sector, there will be attempts to improve America’s position within the system without destroying the system."

Che in buona sostanza si può tradurre che il fatto il dollaro che sia riserva di valore comporta dei costi e vogliamo dividere i costi con i nostri partner commerciali. Naturalmente il fatto che il dollaro sia riserva di valore comporta anche dei vantaggi e quindi se qualcuno pensasse di adottare altre valute come riserve di valore allora gli USA "threatened to punish countries that move away from the dollar", diventano davvero cattivi.

Un discorso apparentemente malvagio potreste pensare voi, ma invece no. Gli USA lo fanno per il vostro bene è solo che la loro ricerca di una soluzione per ritardare la caduta dell'impero sfocia talvolta in atteggiamenti comici (tra l'altro mi sembra che la caduta dell'impero potrebbe essere stata ritardata dalla Cina, ma questo è un altro discorso).

Il nostro economista capo dei consiglieri economici afferma infatti che creando una serie di criteri premianti per i Paesi sulla base delle politiche monetarie e fiscali si possano ottene migliori condizioni per gli USA "In this manner, tariffs create negotiating leverage for incentivizing better terms from the rest of the world on both trade and security terms. America would encourage other nations to move to lower tariff tiers, improving burden sharing. One can imagine a long list of trade and security criteria which might lead to higher or lower tariffs, premised on the notion that access to the U.S. consumer market is a privilege that must be earned, not a right. For example, maybe the U.S. wants to discriminate based on:" segue lunga lista di criteri.

Nel caso vi sia sfuggito rimetto il pezzetto surreale " premised on the notion that access to the U.S. consumer market is a privilege that must be earned, not a right" ovvero partendo dal dato che l'accesso al mercato statunitense dei consumatori è un privilegio che va guadagnato e non un diritto. Mi raccomando NON andatelo a dire al fruttivendolo sotto casa che per avere l'onore di commerciare con voi come minimo dovrebbe pagarvi un pezzetto della rata del mutuo ma sostanzialmente il concetto è questo.

Insomma, basandosi sulla incrollabile fede che il dollaro continuerà ad essere valuta di riserva il buon Miran immagina una ferocissima svalutazione del dollaro stesso, una grande compartecipazione alle spese della difesa, il già citato pizzo per la protezione, da parte degli estorti (ovvero dei partner commerciali).

Io ho personalmente qualche dubbio che tutto ciò funzionerà effettivamente ma sono anche molto curioso di sapere se questi sono dei geni incompresi, almeno da me, o degli ignoranti usacentrici ed usacentrati che ritengono di essere molto più intelligenti del resto del mondo.

Un ultimo piccolo quesito, perchè c'è tutta questa narrativa sull'IVA? Il nostro Miran afferma infatti:

It’s worth noting that value-added taxes are a form of tariffs because they exempt exported goods but tax imported goods, and central banks usually do not respond to them, because legislated price changes are typically thought not to be indicative of underlying supply-demand imbalances. (Indeed, the fact that other countries have VATs and we do not says something about initial conditions.)"

Spieghiamoci, se produco un tagliasiepi che mi costa una certa somma poi lo vendo a 100 più IVA. Se lo vendo al di fuori dell'Europa dove non c'è l'IVA lo vendo a 100. Se un americano produce un prodotto simile lo venderà a 100 dove non c'è l'IVA e a 100 più IVA dove l'IVA è prevista. Faccio un disegnino per essere più chiaro?

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lunedì 28 aprile 2025

Observatory Mansion di Edward Carey

 Dunque vediamo se ho capito.

Un gruppo di persone che i "normali" giudicherebbero senza dubbio dei disadattati vive in un edificio assurdo e moribondo, quello che dà il titolo al libro.




sabato 22 marzo 2025

Le ricette perdute del ristorante Kamogawa di Hisashi Kashiwai - Un libro delicato pieno di piccole storie

 All'interno del mondo culturale giapponese che tanto va di moda tra i più giovani, che consumano anime e manga con contorno di sushi e sashimi, c'è un filone di particolare successo di libri sereni e rasserenanti.

Piccole storie fatte per coccolarsi, fermarsi a riflettere e a sognare, piccoli pezzi di letteratura della malinconia e del buon ricordo.




domenica 9 marzo 2025

Armi, acciaio e malattie di Jarod Diamond. Una "breve storia degli ultimi tredicimila anni" con tante domande e tantissime risposte

 Perchè gli europei hanno conquistato l'Australia e non sono stati invece gli aborigeni a partire alla conquista del mondo?

Perchè quando si sono sono incontrati gli spagnoli e gli Inca questi ultimi sono morti per i germi arrivati dall'Europa e non viceversa?

sabato 8 marzo 2025

Il mondo secondo Garp di John Irving. Un caleidoscopio di personaggi meravigliosi

 Un caleidoscopio di grandi personaggi si muovono all'interno di un romanzo di incredibile attualità.

Ci sono figli avuti evitando di doverne sopportare il padre (sì è così che nasce il protagonista del libro), transessuali con un passato nella National Football League, estremiste femministe, figli perduti, figli mutilati in un racconto molto ben scritto e molto ben portato avanti da un John Irving d'annata ma in grandissima forma.


Le ellenjamesiane sono un microcosmo che sembra essere stato creato ieri e non venire fuori da un libro pubblicato nel 1978.

Da leggere assolutamente.

sabato 18 gennaio 2025

I viaggi di Gulliver. Un libro ben differente da quello che mi aspettavo

 Quando ho aperto l'edizione integrale de "I viaggi di Gulliver" confesso che mi aspettavo qualcosa di diverso, forse anche qualcosa di meno.

Mi aspettavo un libro di fantastiche avventure che esponesse anche una critica al sistema sociale inglese dell'inizio del '700.

Invece questo libro è strepitoso, feroce, anarchico, ribelle, rassegnato ed amaro.

Jonathan, il sestisnonno (ma questa parola esisterà davvero? Wiki lo propone con questa qualifica) della celebre Taylor Swift era nato in una famiglia anglicana d'Irlanda, posizione in sè piuttosto invidiabile all'epoca e Gulliver è certamente il suo testo più celebre

L'edizione che ho letto è quella Penguin Classics che riprende il testo dato per la stampa a Benjamin Motte nel 1726.

Cominciamo dal titolo che, nella versione originale, è parecchio più descrittivo.

"Viaggio in diverse nazioni remote del mondo. In quattro parti."




Ma come in quattro parti? Certo, perchè il nostro eroe non si limitare a visitare la celebre terra di Lilliput e quell'altra, la terra di cui nessuno ricorda il nome e dove è lui a essere microscopico (Brobdingnag), viaggi che occupano le prime due parti del libro e sono ben piene di attestati di disistima per il governo inglese in primis e per quello francese subito a seguire oltre, ça va sans dire, ad una satirica mitragliata contro i governi ed i governanti in genere.

sabato 21 dicembre 2024

L'uomo che amava le isole di D.H Lawrence. La incantevole discesa nella follia di un uomo

Perchè definire incantevole la discesa nella follia di un uomo? Perchè la forza di questo racconto è data anche dagli splendidi panorami, dall'ambientazione quasi fiabesca delle prime due isole in contrasto così forte con l'isolamento, anzi l'autoisolamento, della terza.

Una cronaca lucida e spaventosa dello sbandamento della mente di un uomo.

Bellissimo, disperato, affascinante.

Personalmente mi ha ricordato un Simenon in particolare "L'uomo che guardava passare i treni" che ho letto qualche mese fa.




mercoledì 27 novembre 2024

Spread Europa. Oggi la Francia ha superato la Grecia. Parigi paga più di Atene

Era da giorni che seguivo con attenzione gli andamenti degli spread europei.

Mi aspettavo da un momento all'altro il momento fatidico in cui la mia cara Grecia avesse sorpassato (verso il basso) la Francia sul terreno dello spread.

E oggi questo sorpasso c'è stato.

86 a 84 per la Francia, sembra il risultato di una combattuta partita di basket ma è un altro segnale di una normalizzazione greca che continua un passetto alla volta.

In bocca al lupo Atene

domenica 24 novembre 2024

Il movimento "Anti-casta" fu eversione? Secondo me no, fu solo sciatteria e superficialità

 Quest'estate un amico mi ha posto un quesito, o forse un dubbio, una questione.

Secondo lui il movimento "anticasta" sorto nel primo decennio degli anni 2000 aveva alcuni dei connotati tipici  dell'eversione e probabilmente potrebbe essere anche ricordato in questo modo, non affermava quindi che si fosse trattato a pieno titolo di un movimento eversivo ma riteneva possibile che potesse essere giudicato tale in un futuro vicino o lontano.

Prima di cominciare a discuterne dobbiamo fare un paio di precisazioni.

sabato 23 novembre 2024

I libri nei libri ed i pessimi lettori, o lettori troppo curiosi?

 Io a queste sirene non so resistere.

Quando in un libro che mi sta piacendo viene citato un altro libro mi viene la curiosità di andarci a dare un'occhiata, talvolta sospendo la lettura del l"libro principale" per dedicarmi alla storia secondaria.

Mi è successo di recente, sto leggendo "Il mondo secondo Garp" di John Irving ed il protagonista ha letto più volte due testi: "L'agente segreto" di Conrad e "L'uomo che amava le isole" di D.H. Lawence, è scattato il fermi tutti e mi sono andato a prendere la novella di Lawrence.

E' bellissima, ne valeva davvero la pena.

Mi sento un pochino in colpa, sono un pessimo lettore o un lettore troppo curioso??