mercoledì 5 aprile 2017

Tafferugli sui “vitalizi” ma con la proposta dei 5 Stelle i risparmi arriverebbero nel 2060


Nel corso della discussione sulle misure relative ai trattamenti previdenziali dei deputati si sono contrapposte due idee differenti sulla entità e qualità delle modifiche da effettuare. Visto che, in maniera piuttosto singolare, non sono riuscito a reperire confronti tra gli effetti economici delle due proposte ho ritenuto  doveroso imbracciare carta, penna e calcolatrice e procedere all’analisi degli impatti.

martedì 24 gennaio 2017

Tre buoni motivi per cui il 2017 potrebbe essere l’anno della rinascita greca


“Eppur si muove”, calza bene all’economia greca  l’esclamazione messa in bocca a Galileo Galilei da Aristarco Scannabue.
Dopotutto, nonostante tutto, a dispetto di tutto e tutti l’economia greca lancia segnali di una vitalità insospettabile e inattesa.
Quanto di questi segnali si trasformeranno in crescita e occupazione già nel breve periodo lo si vedrà solo nei prossimi mesi ma pensare che il 2017 possa essere davvero l’anno della svolta per la martoriata Repubblica Ellenica è un’idea cui si può arrivare partendo dai dati economici recenti.
Vediamo quindi quali sono questi dati che potrebbero preludere ad una rinascita dell’economia greca nel corso del 2017

Prima però una precisazione
Nel corso di questo articolo verranno citati due strumenti finanziari, i titoli di stato greci e un ETF che replica l’andamento della borsa di Atene, che sono estremamente rischiosi e le cose rischiose vanno sempre trattate con la dovuta cautela. Ovvero, se avete paura di bruciarvi le dita non mettetevi a giocare con i cerini e la benzina. Investitore avvisato….


venerdì 16 dicembre 2016

“Durissimi” sacrifici per i giornalisti. Il viagra sarà rimborsato solo al 50 per cento

Tempi ‘duri’ per i giornalisti italiani, anche per la dorata compagine della penna sono infatti arrivati grandissimi sacrifici.
Per carità, non vi preoccupate, gli stipendi restano intonsi, gli scatti di anzianità pure ed anche un sistema pensionistico ormai noto solo ai paleontologi previdenziali, il cosiddetto sistema retributivo superato decenni or sono.

giovedì 15 dicembre 2016

La Grecia? Va troppo bene e i creditori si arrabbiano

Notizie surreali arrivano da Atene e Bruxelles, il gruppo dei creditori della repubblica ellenica ha infatti bloccato le trattative in merito agli interventi per ridurre il peso del debito a breve termine e ha inoltre deciso di sospendere l’erogazione degli aiuti annunciati solo pochi giorni fa. La motivazione addotta è che la decisione del governo greco di distribuire una parte dell’avanzo  primario di bilancio, che si avvia ad essere molto più elevato di quanto richiesto dagli accordi, ai pensionati più poveri con una misura una tantum e di esentare dall’aumento dell’Iva le isole più colpite dall’ondata dei migranti potrebbe impattare in qualche modo con il raggiungimento degli obiettivi di risanamento previsti per il paese greco.

martedì 13 dicembre 2016

Ha ancora senso aspettarsi una pensione in Italia?

Per chi è nato dagli anni ‘60 in poi il sogno della meritata pensione riuscirà un giorno ad avverarsi o resterà, appunto, un sogno fino all’ultimo?
Le scuole di pensiero contrapposte sono sostanzialmente due, da una parte molti dei connazionali più giovani che ritengono che non arriveranno mai a percepire una qualsiasi forma di assegno pensionistico, dall’altra parte una consistente quota di persone che ritiene che in qualche modo i soldi per le pensioni usciranno perché i contributi sono stati versati. Com’è del resto ovvio ambedue gli schieramenti basano il loro ragionamento su alcuni punti condivisibili.

Pensione. Chi deve preoccuparsi di più?
Non tutti gli aspiranti pensionati devono nutrire il medesimo timore sul proprio futuro pensionistico. Potremmo in effetti suddividere i fattori di rischio in tre fasce. La prima fascia sono i nati fino a circa il 1980, la cui pensione è a fortissimo rischio perché i nati dal 1960 al 1980 sono molto numerosi e si affacceranno all’età della pensione in modo massiccio.

giovedì 1 dicembre 2016

La Grecia? Forse oggi sta messa molto meglio dell’Italia

Provando a confrontare qualche dato economico relativo all’Italia e alla Grecia emerge un quadro decisamente interessante. Dal lato ellenico si vede un Paese che ha vissuto un periodo durissimo ma che potrebbe, effettivamente, aver già superato i tempi più difficili e che vede diversi segnali di ripresa mentre dal lato italiano questi segnali di ripresa sono decisamente meno consistenti ed anzi emergono dei segnali di fragilità che potrebbero essere stati sottovalutati.

Due perché per il NO


Il mio voto di domenica è motivato principalmente da due aspetti, entrambi squisitamente tecnici.
Il primo è che la nuova architettura costituzionale potrebbe creare una forte conflittualità tra i due rami del Parlamento. Soprattutto se le due Camere esprimessero maggioranze differenti, cosa che mi sembra decisamente probabile, il nuovo Senato potrebbe sollevare ripetuti conflitti con la Camera e ciò potrebbe portare a pesanti rallentamenti, personalmente tenderei ad escludere un vero e proprio blocco, dell’attività legislativa rendendo inefficace se non quasi impossibile l’azione di governo.
Il secondo è che la riforma è una sorta di cul de sac da cui sarebbe estremamente difficile uscire. Visto infatti che il Senato conserva le sue competenze per quanto riguarda le riforme costituzionali e che ritengo molto probabile il crearsi di maggioranze diverse tra Camera e Senato, potrebbe essere estremamente difficile effettuare ulteriori riforme costituzionali con il rischio che il nuovo assetto, anche se dovesse risultare evidentemente inefficace, sarebbe pressoché permanente.

L’importante resta comunque assumersi le proprie responsabilità ed andare a votare domenica.