giovedì 5 luglio 2018

Dalla curva di Laffer al box di Laffer. La tridimensionalizzazione della Curva di Laffer mediante l’applicazione della variabile tempo


La Curva di Laffer è la curva che lega il totale delle entrate di un Paese alla sua pressione fiscale.
Nella forma più semplice, ovvero bidimensionale, nota ai più, essa prevede l’esistenza di un introito in tasse da parte dello Stato pari a zero in caso di pressione fiscale pari a zero e di un medesimo introito fiscale pari a zero in caso di pressione fiscale pari al 100 per cento. Il perché di questa affermazione è, tutto sommato, piuttosto evidente.
Se lo Stato non opera alcuna imposizione fiscale non avrà alcun introito fiscale, e se invece adotta una pressione fiscale pari al 100 per cento nessuno sarà disposto a lavorare e quindi l’introito fiscale sarà comunque pari a zero.
Il percorso di questa parabola bidimensionale è piuttosto controverso, vediamolo.

mercoledì 20 giugno 2018

La Grecia e la sua ammissione tardiva al QE. Due soluzioni possibili


Cominciamo con una precisazione estremamente importante. Il recente annuncio di Mario Draghi riguarda la fine del Quantitative easing da parte della BCE entro la fine di quest’anno. La BCE quindi completerà i suoi acquisti netti a dicembre. Ma va sottolineato come ciò non significhi affatto la fine degli acquisti, questi continueranno ancora per anni ma saranno pari all’entità dei titoli che man mano andranno a scadenza e saranno quindi rimborsati, ad esempio se scadono 30 miliardi di euro di titoli la BCE ne ricomprerà 30 miliardi di nuovi, lo stock dei titoli in mano agli uomini di Draghi resta uguale, l’acquisto netto è pari a zero ma ci saranno comunque 30 miliardi di acquisti da parte della BCE. Sarà solo tra qualche anno che la BCE comincerà ad acquistare un po’ meno titoli di quelli che ha in mano e arrivano a scadenza.

Una precisazione superflua? Forse no
 E’ estremamente importante tenere bene a mente questa differenza tra acquisti netti e acquisti, in particolare per un Paese come la Grecia che è restato finora fuori del QE. Poiché se da un lato si è chiusa la porta principale d’ingresso al programma di aiuti potrebbe aprirsi un’altra porta che consentirebbe alla Repubblica ellenica di godere di benefici simili a quelli goduti dai Paesi già inclusi negli acquisti.

martedì 5 giugno 2018

Pil 1° Trimestre 2018. Italia nella polvere, Grecia sugli scudi e la Germania solleva dubbi



Interessanti i dati relativi alla crescita dei Pil nei Paesi europei nel primo trimestre del 2018. Si conferma una buona crescita per l’area Euro, una crescita in accelerazione per la Grecia ed asfittica per l’Italia.

venerdì 25 maggio 2018

Spread. Sorpasso Italia – Grecia entro l’estate?

Lo spread, la differenza di rendimento tra i titoli di stato italiani e quelli attualmente di riferimento, quelli tedeschi, ha comodamente preso possesso del centro palcoscenico, luogo dove resterà nei prossimi mesi. E visto che spesso, quando si parla di spread, si sente ripetere la litania “la Grecia è vicina” è forse il caso di notare come ormai la domanda relativa all’andamento degli spread italiano e greco non è più se avverrà il sorpasso, ma quando.
E a quest’ultima domanda, quando lo spread italiano sorpasserà quello greco, ipotizziamo una risposta. Il sorpasso potrebbe infatti avvenire entro il tramonto di questa dell’estate, o meglio entro la fine del mese di settembre.

mercoledì 16 maggio 2018

Impiegati pubblici in Italia. Talmente pochi da mettere a rischio la tenuta del sistema


Colpisce sempre la ormai macroscopica differenza tra la narrazione a proposito del Pubblico Impiego e la realtà descritta dai numeri .
A fronte infatti di un numero di dipendenti pubblici descritto come assolutamente eccessivo, una pletora, uno sterminato esercito gli aridi numeri ci dicono che l’Italia è un paese che ha molti meno dipendenti pubblici della media, così pochi da poter definire l’occupazione nella PA in Italia ‘anormalmente bassa’.

Lo studio di ADAPT
ADAPT, che come si legge dal loro sito è “l’associazione senza fini di lucro, fondata da Marco Biagi nel 2000 per promuovere, in una ottica internazionale e comparata, studi e ricerche nell’ambito delle relazioni industriali e di lavoro”, ha diffuso uno studio sul pubblico impiego in Italia, soprattutto in rapporto a Paesi a noi simili o comunque confrontabili.
Oltre ad una parte relativa ai meri dati è presente una parte propositiva contenente una serie di proposte per affrontare la questione. Qui vedremo in breve la sola parte numerica.

mercoledì 9 maggio 2018

Le Folli Follie di quella che potrebbe diventare la Parmalat greca


Una delle maggiori aziende quotate sul mercato greco, la Folli Follie, è accusata di aver truccato i suoi report. Il valore di mercato che era circa 1,1 miliardi di euro la scorsa settimana è crollato di quasi il 60 per cento. Circa 500 milioni di capitalizzazione bruciati in due sedute e l’accusa di poter essere la prossima Parmalat.

La storia in breve
Il gruppo greco Folli Follie è un marchio di produzione e distribuzione nel settore del fashion e del lusso, un marchio accreditato di una forte crescita e di una fortissima presenza internazionale, con circa 630 punti vendita in tutto il mondo e un fatturato provenienti dall’Asia pari ad oltre un miliardo di euro annui.
Gabriele Grego ha scritto per la Quintessential Capital Management un report investigativo dal titolo “Folli Follie: The other greek Parmalat” in cui accusa la società di aver gonfiato o comunque artefatto in qualche modo i propri conti.

Previsioni economiche UE. L’impietoso confronto tra Italia e Grecia


E’ stato divulgato il testo di maggio 2018 delle previsioni economiche approntate dal Direttorato Generale per gli Affari Economici e Finanziari della Commissione Europea.
Il testo è importante in quanto contribuisce a costituire l’ossatura su cui viene impalcato il processo decisionale delle effettive politiche della Commissione.

Un’occhiata ai dati e un impietoso confronto
Le previsioni per il nostro Paese sono generalmente decenti. Niente di eclatante, per carità, qualcosina si comincia a muovere, alcune dinamiche sembrano stabilmente sotto controllo ma contestualizzare le previsioni confrontandole impietosamente con il Paese a noi più vicino in tante classifiche, la Grecia, lascia a bocca aperta.
Noi sembriamo muoverci con lo sprint di una chiocciola blindata, i nostri cugini ellenici sembrano aver ritrovato la voglia di combattere delle Termopili. Attenzione però, sia a Roma che ad Atene i numeri non sembrano ancora essersi riversati nella vita vera, reale e soprattutto dura dei cittadini.