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martedì 20 gennaio 2026

Fuga da Montecitorio. Quando vogliamo cominciare a parlarne?

 Ho letto con un certo interesse un articolo de Il Foglio di oggi.

Il pezzo a firma di Merlo prendeva spunto dalla storia del Corvo per descrivere Montecitorio come una sorta di gabbia dorata, una gabbia con le porte ben chiuse da cui però gli uccellini neoassunti fuggono in massa, cosa che Merlo non si spiega.

Mi spiego meglio, un iscritto all'Albo dei giornalisti prendendo spunto dall'episodio della scorsa estate conclusosi con una punizione, che l'autore de Il Foglio giudica troppo leggera, si lancia in una avventurosa descrizione di Montecitorio che descrive come un luogo molto, anche troppo, accogliente. Un "eden burocratico". Insomma niente di nuovo sul fronte occidentale.

Poi però Merlo si fa un clamoroso autogoal e confessa di non spiegarsi perchè tanti vincitori di concorsi si dimettono o rifiutano l'assunzione., Ma dico io benedetto iscritto all'Albo dei giornalisti se descrivi un paradiso burocratico poi devi tacere sulla fuga che sta avvenendo tra i dipendenti della Camera dei deputati  è un argomento che va evidentemente saltato, non deve esistere. Anche perché lo stucchevole tentativo reducerista diventa davvero stucchevole.

La frase incriminata è: "E infatti non capiamo come sia possibile che qualcuno, tra i neoassunti, negli ultimi anni, abbia deciso e pensato di potersi dimettere e abbandonare un luogo così speciale"

I "qualcuno" che si sono dimessi o hanno rifiutato l'assunzione pare che nel corso del 2026 supereranno le cento unità.

Cento unità su poco più di mille dipendenti in servizio.

Per favore definisci "qualcuno". 

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