Finanza, economia, politica. Informazioni sulle pensioni e gli investimenti.

mercoledì 16 maggio 2018

Impiegati pubblici in Italia. Talmente pochi da mettere a rischio la tenuta del sistema


Colpisce sempre la ormai macroscopica differenza tra la narrazione a proposito del Pubblico Impiego e la realtà descritta dai numeri .
A fronte infatti di un numero di dipendenti pubblici descritto come assolutamente eccessivo, una pletora, uno sterminato esercito gli aridi numeri ci dicono che l’Italia è un paese che ha molti meno dipendenti pubblici della media, così pochi da poter definire l’occupazione nella PA in Italia ‘anormalmente bassa’.

Lo studio di ADAPT
ADAPT, che come si legge dal loro sito è “l’associazione senza fini di lucro, fondata da Marco Biagi nel 2000 per promuovere, in una ottica internazionale e comparata, studi e ricerche nell’ambito delle relazioni industriali e di lavoro”, ha diffuso uno studio sul pubblico impiego in Italia, soprattutto in rapporto a Paesi a noi simili o comunque confrontabili.
Oltre ad una parte relativa ai meri dati è presente una parte propositiva contenente una serie di proposte per affrontare la questione. Qui vedremo in breve la sola parte numerica.

mercoledì 9 maggio 2018

Le Folli Follie di quella che potrebbe diventare la Parmalat greca


Una delle maggiori aziende quotate sul mercato greco, la Folli Follie, è accusata di aver truccato i suoi report. Il valore di mercato che era circa 1,1 miliardi di euro la scorsa settimana è crollato di quasi il 60 per cento. Circa 500 milioni di capitalizzazione bruciati in due sedute e l’accusa di poter essere la prossima Parmalat.

La storia in breve
Il gruppo greco Folli Follie è un marchio di produzione e distribuzione nel settore del fashion e del lusso, un marchio accreditato di una forte crescita e di una fortissima presenza internazionale, con circa 630 punti vendita in tutto il mondo e un fatturato provenienti dall’Asia pari ad oltre un miliardo di euro annui.
Gabriele Grego ha scritto per la Quintessential Capital Management un report investigativo dal titolo “Folli Follie: The other greek Parmalat” in cui accusa la società di aver gonfiato o comunque artefatto in qualche modo i propri conti.

Previsioni economiche UE. L’impietoso confronto tra Italia e Grecia


E’ stato divulgato il testo di maggio 2018 delle previsioni economiche approntate dal Direttorato Generale per gli Affari Economici e Finanziari della Commissione Europea.
Il testo è importante in quanto contribuisce a costituire l’ossatura su cui viene impalcato il processo decisionale delle effettive politiche della Commissione.

Un’occhiata ai dati e un impietoso confronto
Le previsioni per il nostro Paese sono generalmente decenti. Niente di eclatante, per carità, qualcosina si comincia a muovere, alcune dinamiche sembrano stabilmente sotto controllo ma contestualizzare le previsioni confrontandole impietosamente con il Paese a noi più vicino in tante classifiche, la Grecia, lascia a bocca aperta.
Noi sembriamo muoverci con lo sprint di una chiocciola blindata, i nostri cugini ellenici sembrano aver ritrovato la voglia di combattere delle Termopili. Attenzione però, sia a Roma che ad Atene i numeri non sembrano ancora essersi riversati nella vita vera, reale e soprattutto dura dei cittadini.

venerdì 23 marzo 2018

Perché chi chiama ‘commessi’ gli assistenti parlamentari tendenzialmente è un idiota


Ancor prima di cominciare capiamoci, io non sono d’accordo con quanto pensano molti miei colleghi sul punto. Colleghi che aderiscono ad una visione radicalista della questione e sono decisamente maligni nei loro giudizi. Io sono  fortunato, sono circondato da persone in grado di intendere e di volere e ritengo che in Italia ci siano ancora molte persone che posseggono queste straordinarie capacità.
Ma vediamo insieme il pensiero di tanti prima di illustrare il mio punto di vista buonista.

1° Gruppo. Se chiami ‘commessi’ gli assistenti parlamentari sei un idiota, senza se e senza ma.
E’ un fatto arcinoto che gli Assistenti parlamentari svolgono funzioni di pubblica sicurezza all’interno dei palazzi e di vigilanza all’accesso. Chi frequenta un minimo le sedi istituzionali non può non accorgersi che se va in un Ministero verrà verificato dalla polizia competente, ad esempio al Ministero della Giustizia dalla Penitenziaria, e se viene alla Camera dagli assistenti parlamentari in divisa. Non si può non farci caso e quindi chi li definisce ‘commessi’ è certamente un idiota, uno che si aggira per il mondo senza comprendere minimamente ciò che lo circonda.
Definire questa posizione oltranzista mi sembra riduttivo.

mercoledì 21 febbraio 2018

A Montecitorio soppresso il diritto a pensione su domanda. Sopravvive, per ora, il diritto a pensionamento di vecchiaia

Molti ricordano i programmi pomposamente annunciati nel corso della scorsa campagna elettorale di riduzione del numero dei parlamentari, cui ha fatto seguito il dimezzamento del numero dei dipendenti della Camera.
Molti ricordano l’inizio di questa Legislatura come una stagione di forti proteste e di reiterate richieste di tagliare la retribuzione dei parlamentari, cui ha fatto seguito il taglio delle retribuzioni dei dipendenti della Camera.
E molti vedono questa fine Legislatura come un periodo di forti proteste e di reiterate richieste di tagliare i vitalizi dei parlamentari, cui ha fatto seguito la soppressione del diritto a pensionamento a domanda dei dipendenti della Camera.
La motivazione addotta per l’abrogazione del diritto è la riduzione eccessiva del personale e l’assenza di procedure concorsuali per l’assunzione di nuove unità.
Ma la modalità di blocco dei pensionamenti è molto interessante e vale la pena di approfondirla, per il totale arbitrio con cui è stata applicata ma soprattutto perché si tratta di una soluzione estensibile in maniera agevole ad altri lavoratori.

martedì 9 gennaio 2018

I giornalisti italiani e l'inesistente stipendio dell'inesistente elettricista della Camera

Vi confesso che, alla fin fine, questi affermati giornalisti italiani mi fanno anche un po’ di tenerezza. In questo periodo di pre campagna elettorale si sono nuovamente cimentati in questa impresa di sputare fango sulle istituzioni del nostro Paese, in particolare sulla Camera dei deputati e mannaggia anche stavolta non riescono ad imbroccarne una neanche per sbaglio.
Vediamo insieme le simpatiche menzogne che spacceranno a piene mani anche nel corso di questa stagione elettorale i prodi alfieri della informazione (dis?).

lunedì 18 dicembre 2017

Grecia. Più 60 per cento in 11 mesi. La grande fiesta è finita o si cambia solo pista da ballo?

Appena 11 mesi fa da queste stesse colonne consigliavo l’acquisto dei titoli greci. In un articolo il cui  titolo oggi suona profetico, “Tre buoni motivi per cui il 2017 potrebbe essere l’anno della rinascita greca”, prospettavo un rendimento eccellente per chi avesse avuto fiducia nell’economia greca nel corso di quest’anno. Ecco come è andata a finire.

L’economia, la Borsa di Atene ed i titoli di stato greci
Per l’andamento del pil greco nel 2017 avevo scommesso un centesimo sull’ottenimento di risultati superiori alle aspettative, con una crescita inclusa cioè tra il 3 ed il 3,5 per cento. Tale livello mi sembra ormai molto difficilmente raggiungibile e ciò che potrebbe vedersi realizzato è un pur sempre rispettabilissimo del 2 per cento o poco più.
Per la borsa greca il fondo di cui ho consigliato l’acquisto, l’ETF che replica la borsa di Atene, quotava tra gli 80 e gli 83 centesimi,  ha distribuito 2 centesimi di dividendo a luglio ed oggi quota circa 95 centesimi. Un rendimento di circa il 20 per cento in un anno. Interessante ma non sconvolgente.
Di tutt’altro passo l’andamento dei titoli di stato greci. Le scadenze che consigliavo di acquistare sono state oggetto di uno swap e sono quindi passate dai 60-63 centesimi di euro a 87 per chi non ha aderito allo swap o ai circa 94 per chi ha aderito allo swap. A ciò si aggiunge una cedola di 3 centesimi incassata a marzo. Un rendimento quindi di circa il 50 per cento in 11 mesi per chi non ha aderito allo swap e di circa il 60 per cento in 11 mesi per chi ha aderito.