Finanza, economia, politica. Informazioni sulle pensioni e gli investimenti.

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mercoledì 26 settembre 2018

Ma come funziona (davvero) la norma che taglia le pensioni d’oro?


Circola a manetta un simpatico disegno che esplica il funzionamento della proposta di legge che taglia e ricalcola le pensioni d’oro.
Il disegnino è stato proposto, tra divertenti frizzi e lazzi, dal profilo greco del Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Sua Eccellenza Luigi Di Maio.
In particolare, Sua Eccellenza il Signor Ministro ha accompagnato il suo disegnino esplicativo con la seguente frase:
“Per quelli che ancora fanno finta di non aver capito come funziona la nostra legge che abolisce le pensioni d'oro senza aver versato i contributi, abbiamo fatto il disegnino https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/fd2/1/16/1f604.png😄
Ora sono sicuro che lo capirà chiunque, compresi i giornalisti de La Repubblica e il Giornale che la smetteranno di scrivere fake news. Dite che lo faranno? Intanto condividiamo al massimo per informare quante più persone possibili!
Buona domenica!”





Solleticato da tanta simpatica verve mi sono deliziato nel fare due cose, e sottolineo due, che appaiono totalmente innovative nell’attuale scacchiere nazionale.
Ho letto la proposta di legge.
Ho compreso i contenuti normativi della proposta di legge.
Ho fatto un disegnino.

giovedì 16 novembre 2017

La Grecia annuncia lo swap. Un altro passetto per la normalizzazione?

Dopo due mesi di voci è finalmente stato annunciato il tanto atteso swap dei titoli di stato greci.
Il governo di Atene ha formulato una proposta, piuttosto convincente, nei confronti degli attuali titolari dei bond con scadenza dal 2023 al 2042, quelli per capirci che erano stati rifilati agli investitori dopo l’haircut conseguente al default ellenico. Con questo swap Atene cerca di normalizzare gli scambi sui propri titoli di stato, concentrando le scadenze si spera di ottenere un volume decente di scambi su ciascuna delle scadenza, volumi che attualmente si distribuiscono tra le venti scadenze restando così troppo sottili.
Si conclude quindi la corsa di queste venti scadenze che hanno dato tantissime soddisfazioni a chi abbia avuto il coraggio di metterci qualche soldo un po’ di anni fa, al loro posto Atene offre uno scambio che raggruppa le scadenze, con lieve premio e con rendimenti iniziali lievemente maggiorati.

Come funziona la proposta di swap

mercoledì 19 luglio 2017

Demografia horror. Saremo 15 milioni in meno già negli anni ’30?


Incrociando un paio di dati dell’Istat emerge che la dinamica demografica del nostro Paese si avvierebbe ad un decremento della popolazione molto più rapido di quanto previsto.
In particolare la diminuzione della popolazione è, al momento, più rapida di quanto previsto nello scenario più pessimistico elaborato dall’Istat con riferimento al 2065, che prevede una riduzione in quell’anno di circa 15 milioni di residenti. L’accelerazione è tale che si potrebbe arrivare a quei numeri, popolazione ridotta da 60,6 a 45,6 milioni, un quarto in meno, già nel corso degli anni ’30.

mercoledì 5 aprile 2017

Tafferugli sui “vitalizi” ma con la proposta dei 5 Stelle i risparmi arriverebbero nel 2060


Nel corso della discussione sulle misure relative ai trattamenti previdenziali dei deputati si sono contrapposte due idee differenti sulla entità e qualità delle modifiche da effettuare. Visto che, in maniera piuttosto singolare, non sono riuscito a reperire confronti tra gli effetti economici delle due proposte ho ritenuto  doveroso imbracciare carta, penna e calcolatrice e procedere all’analisi degli impatti.

martedì 24 gennaio 2017

Tre buoni motivi per cui il 2017 potrebbe essere l’anno della rinascita greca


“Eppur si muove”, calza bene all’economia greca  l’esclamazione messa in bocca a Galileo Galilei da Aristarco Scannabue.
Dopotutto, nonostante tutto, a dispetto di tutto e tutti l’economia greca lancia segnali di una vitalità insospettabile e inattesa.
Quanto di questi segnali si trasformeranno in crescita e occupazione già nel breve periodo lo si vedrà solo nei prossimi mesi ma pensare che il 2017 possa essere davvero l’anno della svolta per la martoriata Repubblica Ellenica è un’idea cui si può arrivare partendo dai dati economici recenti.
Vediamo quindi quali sono questi dati che potrebbero preludere ad una rinascita dell’economia greca nel corso del 2017

Prima però una precisazione
Nel corso di questo articolo verranno citati due strumenti finanziari, i titoli di stato greci e un ETF che replica l’andamento della borsa di Atene, che sono estremamente rischiosi e le cose rischiose vanno sempre trattate con la dovuta cautela. Ovvero, se avete paura di bruciarvi le dita non mettetevi a giocare con i cerini e la benzina. Investitore avvisato….


martedì 13 dicembre 2016

Ha ancora senso aspettarsi una pensione in Italia?

Per chi è nato dagli anni ‘60 in poi il sogno della meritata pensione riuscirà un giorno ad avverarsi o resterà, appunto, un sogno fino all’ultimo?
Le scuole di pensiero contrapposte sono sostanzialmente due, da una parte molti dei connazionali più giovani che ritengono che non arriveranno mai a percepire una qualsiasi forma di assegno pensionistico, dall’altra parte una consistente quota di persone che ritiene che in qualche modo i soldi per le pensioni usciranno perché i contributi sono stati versati. Com’è del resto ovvio ambedue gli schieramenti basano il loro ragionamento su alcuni punti condivisibili.

Pensione. Chi deve preoccuparsi di più?
Non tutti gli aspiranti pensionati devono nutrire il medesimo timore sul proprio futuro pensionistico. Potremmo in effetti suddividere i fattori di rischio in tre fasce. La prima fascia sono i nati fino a circa il 1980, la cui pensione è a fortissimo rischio perché i nati dal 1960 al 1980 sono molto numerosi e si affacceranno all’età della pensione in modo massiccio.

giovedì 1 dicembre 2016

La Grecia? Forse oggi sta messa molto meglio dell’Italia

Provando a confrontare qualche dato economico relativo all’Italia e alla Grecia emerge un quadro decisamente interessante. Dal lato ellenico si vede un Paese che ha vissuto un periodo durissimo ma che potrebbe, effettivamente, aver già superato i tempi più difficili e che vede diversi segnali di ripresa mentre dal lato italiano questi segnali di ripresa sono decisamente meno consistenti ed anzi emergono dei segnali di fragilità che potrebbero essere stati sottovalutati.

lunedì 31 ottobre 2016

540mila in pensione dal 1980. Perché così pochi?

Ha suscitato molto scalpore il dato diffuso dall’Inps relativo alla decorrenza degli assegni pensionistici. Secondo l’Istituto temporaneamente guidato da Boeri sono circa 540mila i trattamenti previdenziali da anzianità, vecchiaia e reversibilità in pagamento da almeno 36 anni, ovvero liquidate nel 1980 o prima.
In particolare sono in pagamento, come si apprende dalle tabelle Inps sugli anni di decorrenza delle pensioni di vecchiaia ed anzianità e ai superstiti del settore privato e pubblico, circa 475mila trattamenti derivanti dal settore privato e circa 65mila derivanti dal pubblico. E’ necessario ricordare come siano esclusi sia gli assegni di invalidità previdenziale, sia quelli agli invalidi civili, sia gli assegni sociali.

Il dato secco. Sono troppe
Se ci si limita a leggere il dato secco, così come è fornito, questo numero potrebbe sembrare alto, troppo alto. Le pensioni risalenti a quell’epoca ‘premierebbero’ circa l’un per cento della popolazione e secondo la consueta, e apparentemente sempre gradita, narrazione giornalistica costituirebbero un grande ostacolo allo sviluppo del paese.

Il dato ragionato. Non sono poche, sono pochissime
Se però ci si sofferma un istante a ragionare sul dato il numero di trattamenti potrebbe essere fin troppo basso.
Vediamo perché.